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Dove Siamo

  • antiquariato Imola
  • Indirizzo: via Imola Centro, 1
  • Provincia: BO
  • Città: Imola
  • Cap: 40026

Antiquariato Imola

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Antiquariato a Imola

Il nostro negozio di antiquariato a Imola offre una vastissima gamma di pezzi preziosissimi per gli appassionati del settore. Inoltre garantisce ai suoi clienti un servizio ulteriore particolarmente utile: il ritiro dell’usato che non piace più e la sua rimessa in vendita, dopo un restauro fatto a nostre spese.

Il termine usato nel campo dell’antiquariato equivale a dire oro. Nel campo dell’antiquariato infatti più un oggetto passa di mano e più diventa prezioso, anzi aumenta il suo valore.

Una pentola, un sofà, una cucina o qualsiasi altro oggetto antico che passa di casa in casa vede accrescere il suo valore nel campo dell’antiquariato, un settore dove l’usato non passa mai di moda.

Bisogna però seguire i trend dell’antiquariato, poiché oggetti di un certo periodo possono tornare in auge oppure meno in base alle tendenze del periodo. Ovviamente molto dipende anche dal gusto degli antiquari e degli amanti degli oggetti d’epoca, che possono decidere di acquistare determinati oggetti, magari perché interessanti all’articolo o perché affezionati ad un determinato periodo storico, indipendentemente dalle tendenze del momento.

Gli appassionati di antiquariato e dell’arte in generale sono alla continua ricerca del pezzo unico ed introvabile, da esporre in casa propria ed esibirlo dinanzi ai propri amici, ai propri colleghi o ad altre persone con la stessa passione. Bisogna però anche saper cercare con intelligenza, con arguzia e con gli occhi spalancati. I pezzi rari di antiquariato sono infatti come tesori nascosti in fondo al mare, bisogna saperli scovare ed individuare. Una volta trovato un pezzo unico e raro, è necessario restaurarlo e rimetterlo a nuovo, ritrovandosi tra le mani un tesoro senza neanche saperlo.

Qualche informazione su Imola

Imola è uno dei più grandi comuni della provincia di Bologna, con i suoi quasi 70mila abitanti, ed è famosa nel mondo non solo per il turismo e per l’arte, ma anche per la presenza dell’autodromo, intitolato a “”””Enzo e Dino Ferrari””””, che ora non ospita le gare di Formula 1, ma in passato è stato teatro di avvincenti duelli con protagoniste proprio le “”””rosse”””” di Maranello.

Raggiungere Imola è facilissimo sia attraverso l’autostrada adriatica, che in treno, ed anche in aereo, dati i soli 30 chilometri di distanza da Bologna. Imola è anche una delle città della ceramica, con una importante Cooperativa, che produce pavimenti in gres porcellanato, ed è attualmente il gruppo “”””leader”””” in Italia in questo settore.

Tra le cose da vedere durante una visita a Imola, c’è sicuramente la Rocca Sforzesca, risalente al “”””Duecento”””” che al suo interno ospita sia un allestimento di ceramiche medievali di grande prestigio, che una collezione di rare armi antiche. Inoltre, si può passeggiare sui suoi “”””camminamenti”””” gustando un panorama a 360° che offre la visione sia dell’Appennino che della pianura che circonda la città. Molti sono anche i palazzi nobiliari che si trovano nel suo centro storico, che in gran parte sono aperti per le visite al pubblico. Tra questi il più suggestivo è sicuramente Palazzo Tozzoni, con le sue cantine nelle quali si trova una collezione di attrezzi e strumenti legati alla civiltà contadina; nei piani superiori, invece, si trovano degli arredi splendidamente conservati. Di grande interesse è anche il Museo di San Domenico, che si trova nel chiostro di un ex convento, quello dei Santi Nicolò e Domenico, situato vicino all’omonima chiesa. In questo museo sono ospitati sia la sezione archeologica del Museo “”””Giuseppe Scarabelli””””, che la Pinacoteca Civica nella quale si trovano opere di maestri di epoche diverse, come Bartolomeo Cesi, Innocenzo da Imola, De Pisis e Guttuso.

Le origini della credenza

La credenza (o serbante) è il mobile di cucina in cui solitamente si conservano le stoviglie.

La credenza, in quanto oggetto di arredamento come lo concepiamo noi oggi, ha origine nel 1600 in Emilia-Romagna. Inizialmente era un mobile basso e lungo, posizionato solitamente nella sala dei banchetti. Sopra la credenza venivano collocati tutti i cibi nei piatti delle portate durante i banchetti che le famiglie nobili organizzavano per i loro invitati. Prima di cominciare il banchetto un servitore di fiducia della famiglia, il cosiddetto maestro credenziere, vestito con una livrea particolare, entrava nella sala del banchetto proprio per fare la credenza. Una volta entrato nella sala del banchetto, si disponeva vicino al mobile dove erano stati collocati tutti i piatti con i cibi, e assaggiava tutte le portate prima che fossero servite ai commensali. Una volta espletata questa pratica, si rivolgeva ai convitati con un inchino dichiarando: Signori, vi è stato offerto servizio di credenza. Ma aveva anche il dovere di rimanere nella sala dei ricevimenti per tutta la durata del banchetto.

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In questo periodo storico era una pratica molto comune eliminare gli avversari politici, e non solo, con il veleno, anche durante un banchetto. Da qui la necessità di fare la credenza, cioè fare assaggiare il cibo ad un servitore per assicurarsi che il cibo non fosse avvelenato. Per questo il Maestro Credenziere, dopo aver assaggiato tutti i i cibi, restava all’interno della sala dei ricevimenti fino alla fine del pasto poiché doveva dare credenza, cioè testimoniare ed assicurarsi che tutti i commensali consumassero il loro pasto in totale tranquillità.

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La commode

Una commode, parola di origine francese che significava comoda, agevole, quasi certamente mutuata dal termine di lingua latina commodus, stava ad indicare il mobile comodo per eccellenza. La commode era un mobile generalmente realizzato in legno, di altezza media e con larghi cassetti oppure ad ante, ed era progettato prevalentemente per contenere biancheria per la casa oppure oggetti preziosi. Aveva una struttura molto tozza, ed in Toscana si diffuse una tipologia di commode senza gambe e con cassetti a vari livelli, chiamata cassettone. Nel resto d’Italia si diffuse con il nome di comò o di comodino se era più piccolo.

La commode fece la sua comparsa in Francia tra i mobili di arredamento alla fine del XVII secolo. In tutta la storia dell’ebanisteria è stato uno dei mobili più fabbricati, ed ancora oggi è un componente d’arredo indispensabile soprattutto nella camera da letto. Il piano di superficie è in genere coperto da marmo, che ne conferisce una particolare eleganza e raffinata. Il mobile, accostato alla parete, veniva sormontato da un grande specchio con cornice per dargli ulteriore solennità. Una commode da ingresso è la consolle, in genere costituita da un solo cassetto.

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In alcuni casi la commode era troppo grande, impedendo in passaggio. In questi casi veniva collocato nei corridoi di collegamento fra più camere per guadagnare spazio. Questi mobili acquisirono il nome di demi commode, che trovò una particolare diffusione sotto il regno di Luigi XVI di Francia.

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La vetrina

La vetrina, detta anche vetrinetta se di dimensioni più contenute, è un mobile composto da ante o sportelli, con ampie vetrature e diversi ripiani in numero variabile, costruita per l’esposizione dei più svariati oggetti (per tipo, materiale e dimensioni), esattamente come nelle vetrine all’entrata dei negozi

Viene posizionata in cucina e nei corridoi di casa oppure viene usata come parte integrante del mobile del soggiorno. Può essere utilizzata per conservare dalla polvere e dall’usura servizi di bicchieri, piatti, tazzine da caffè e tazze da tè di un certo pregio e valore. Molto spesso viene anche usata dai collezionisti per conservare cimeli o importanti pezzi di antiquariato, oppure dagli artigiani e dai modellisti per custodire i propri piccoli tesori.

Le dimensioni possono variare: si va dai mobili rettangolari fino alle piccole vetrine con diversi ripiani, che possono essere fissati ad un muro come un pensile, passando per le vetrine che fungono anche da bancone nei negozi.

Nel XVIII e XIX secolo le vetrinette erano componenti d’arredo piuttosto rare e ricercate, infatti venivano commissionato soprattutto da personaggi del mondo aristocratico o comunque piuttosto influenti nella società. Per realizzarli si utilizzavano in genere legni pregiati, come noce, rovere, abete e ciliegio, e tecniche di costruzione raffinate, che includevano la decorazione con fregi, disegni, intarsi e pietre preziose.

Le nostre migliori vetrine le troverete al negozio di antiquariato a #COMUNE #.

Gli intenditori conosceranno sicuramente il trumeau, un particolare tipo di mobile che funge da credenza (o serbante) nella parte inferiore, e da vetrina in quella superiore. In alcuni casi nella parte superiore possono essere presenti due ante chiuse.

Per richiedere informazioni sulle vetrine e sui trumeau rivolgetevi al negozio di antiquariato a Imola.

L’armadio

L’armadio è un mobile a ripiani dotato anche di cassetti, chiuso da uno o più sportelli, e viene usato per riporvi prevalentemente abiti come camicie, pantaloni, giacche, maglioni, ecc. ma anche altri oggetti.

L’armadio a sportelli era già molto diffuso nel periodo ellenistico (IV-II sec. a.C.) e fu adottato più tardi anche dai Romani che lo chiamarono armàrium. Fu scelto questo nome proprio perché lo usavano come deposito per le armi. Quindi sono in seguito l’armadio ha assunto la funzione di contenitori e di depositi di vestiti ed altri oggetti. Nel corso dei secoli l’armadio fungeva anche da archivio cartaceo, molte testimonianze infatti attestano che erano utilizzati come depositi per rotoli di papiro e codici rotoli. Nel Medioevo l’armadio soprattutto nei monasteri era addirittura scavato nei muri o nella roccia. Nel XIV secolo compaiono gli armadi veri e propri come li conosciamo oggi, con apertura a due ante. Un particolare esemplare in stile gotico è conservato nella cappella di Santa Maria all’Arena a Padova.

Nel Cinquecento l’armadio diventa un componente d’arredo diffuso non solo tra i ceti più abbiente, ma anche tra le diverse classi sociali. Il mobile inizia ad assumere definitivamente l’aspetto verticale, rappresentando una sorta di antenato della libreria. Molti professionisti infatti nei loro studi utilizzano gli armadi per contenere libri e carte). Nei secoli successivi all’armadio verrà aggiunta una cimasa intagliata, ma nel corso del tempo ci saranno tante altre evoluzioni in cui si sono sbizzarriti i grandi ebanisti di tutto il mondo, dalla Germania all’Olanda fino alla Francia.

Prendete armi e bagagli e venite al nostro negozio di antiquariato a Imola, a vedere i nostri migliori armadi e tutte le nostre migliori offerte.

Oggi a testimoniare l’antica funzione degli armadi restano le grandi librerie con le ante, vetrate o no.

Voglia di avere in casa vostra una libreria-amadio? Venite a trovarci al nostro negozio di antiquariato a Imola.